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A circa 50 km tra Trapani
e Palermo, nel cuore di un'ampia valle coltivata a vigneti, questo
importante centro agricolo e industriale (m 258, ab. 43553) è noto
soprattutto per la sua abbondante produzione vinicola (vino bianco di
Alcamo) e per gli illustri poeti e letterati cui ha dato i natali, come
Cielo o Ciullo d'Alcamo, autore di una delle prime opere della nascente
letteratura italiana, e l'umanista e latinista Sebastiano Bagolino, nonché
per gli storici e i letterati, come Carlo Cataldo, Roberto Calia, Giuseppe
Cottone e Pier Francesco Mistretta. Il monte Bonifato, che la sovrasta,
risulta abitato già in epoca preistorica e proto-storica, come
testimoniano vari reperti litici rinvenuti sul posto. Dal I millennio a.C.
vi si insediarono gli èlimi, che se ne avvalsero come avamposto difensivo
di Segesta, loro capitale politica.
Con la conquista romana (241 a.C.), essendo diminuita l'importanza di
Segesta, venne meno anche la funzione strategica della montagna. Lo
storico Carmelo Trasselli ha segnalato una fattoria d'epoca romana in
contrada Sirignano. Dopo le dominazioni barbariche e bizantine (v
secolo D.C.), nell'827 furono gli arabi a edificare un castello sul monte
Bonifato come presidio del golfo di Castellammare. Federico Il incrementò
lo sviluppo della città come florido mercato granario. Fra il 1340 e il
1349, per iniziativa dei fratelli Chiaramonte, venne edificato il
castello, che dal 1407 al 1802 diventò proprietà dei conti di Modica.
Attorno all'edificio si formò il nucleo più antico dell'attuale abitato,
che in seguito mantenne inalterato l'impianto urbanistico trecentesco, con
assi ortogonali e isolati regolari. In epoca barocca lo sviluppo della
città fu accompagnato dalla realizzazione di numerosi edifici barocchi,
soprattutto religiosi, che favorirono la formazione di quartieri e
spinsero l'espansione urbana oltre la cinta muraria medievale prolungando
l'asse principale (corso VI Aprile). I1 6 aprile 1860 furono i fratelli
Giuseppe e Stefano Triolo, baroni di Sant'Anna, a guidare la rivolta
cittadina, combattendo poi accanto ai Mille dopo lo sbarco di Garibaldi a
Marsala. |