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Associazione Turistica |
Comune di Partanna
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ECONOMIA Partanna è un centro di 11500 abitanti circa la cui economia si basa fondamentalmente sull'agricoltura ed in particolare sulla coltivazione della vite e dell'ulivo. Dai rigogliosi e ben curati vigneti si ricavano ottime qualità di uve, che in massima parte vengono ammassate nelle Cantine Sociali che producono e commercializzano eccellenti qualità di vino. Una parte della produzione, grazie all'alto grado alcolico del mosto, viene commercializzata per tagliare altri vini. Gli splendidi uliveti, regolati con la cosiddetta "pota verde", producono(ad anni alterni con un anno di carica ed uno di scarica) un'oliva con particolari caratteristiche che sono proprie della zona del Belice da cui prende il nome "Nocellara del Belice". La "Nocellara del Belice" viene raccolta a mano e grazie alle sue peculiari caratteristiche, che la rendono particolarmente appetitosa, viene sempre più ricercata e richiesta dai mercati nazionali ed esteri. Grandi quantitativi di olive vengono conservati in salamoia o dolcificati per essere venduti lungo il corso dell'anno; la maggior parte della produzione di olive viene destinata alla molitura ed alla produzione di un olio extravergine di oliva molto apprezzato dagli operatori del settore sia per le sue qualità organolettiche sia per il gusto ed il sapore. Non bisogna dimenticare l'allevamento di ovini e bovini che ha stimolato la nascita di alcuni caseifici che producono buoni formaggi, molto apprezzati dai consumatori(si ricordi la famosa "Vastedda"). In espansione sono le attività commerciali, artigianali ed industriali(alcune delle quali legate alla trasformazione dei prodotti agricoli ed alla lavorazione del latte) anche a causa dell'impulso che hanno ricevuto con la creazione da parte dell'Ente Comune della zona artigianale e commerciale di contrada "Magaggiari". MONUMENTI Coloro che da Castelvetrano si dirigono a Partanna lungo la strada provinciale incontrano, a circa sette chilometri, una strada interpoderale che conduce alla TORRE BIGGINI, una torre di origine medioevale, edificata in una zona che presenta tracce di insediamenti umani risalenti al II millennio a.c.. Nella zona della torre, in seguito all'effettuazione di alcuni scavi, sono state portate alla luce alcune tombe, dove sono stati trovati originali esemplari di BICCHIERI CAMPANIFORMI. All'interno dell'antico recinto si trova una grande vasca che i Selinuntini avevano costruito per approvvigionare l'antica Selinunte di acqua potabile. Arrivati a Partanna, salendo verso il centro lungo la via Selinunte s'incontrano i RUDERI DELLA CHIESA DEL PURGATORIO. Salendo ancora per un centinaio di metri si viene colpiti dalla vista della facciata principale del CASTELLO, costruito nella prima parte del secolo XIV sul sito dell'antica torre. Il castello, che è ben conservato, presenta una ricca merlatura del tipo guelfo. Del castello sono da ammirare: la facciata ad ovest che presenta due torri poste in posizione simmetrica e collegate tra loro da una cortina da cui si può accedere ad una pregevole torretta strombata sovrastante il magnifico portone principale, dalla cortina s'innalza l'antico ed alto torrione principale; la facciata ad est che attraverso il portale bugnato, realizzato dall'architetto Carlo D'Aprile, immette nell'ampio cortile da cui si può accedere alla sala delle armi dove si conserva un ottimo affresco; il ricco giardino a terrazze degradanti; le cantine. Poco o nulla rimane delle sculture che adornavano il castello e che erano opere di insigni scultori, di cui sono da ricordare il Laurana( della cui opera rimane solo lo stemma dei Graffeo, posto sull'ingresso della sala delle armi) ed il Di Marzo che aveva adornato il giardino con dodici statue. Continuando a salire lungo la via Vitt. Emanuele si incontra la MATRICE NUOVA, grandiosa chiesa costruita tra il 1500 ed il 1676, anno della sua consacrazione. E' stata recentemente restaurata e, parzialmente, ricostruita dopo i danni provocati dal sisma del 1968. Presenta un'ampia facciata ai cui lati s'innalzano due eleganti campanili in posizione simmetrica. L'interno presenta tre navate delimitate da monumentali colonne sormontate da archi a tutto sesto. Insigni artisti prestarono la loro opera al suo interno realizzando opere di grande pregio: La Cappella del SS: Sacramento, opera di Vincenzo Messina; il monumentale organo, opera di Paolo Amato; il Coro Ligneo, opera di Rotta e Mangiapane; la Cappella di S. Vito, opera di Giuseppe e Giacomo Serpotta; l'Acquasantiera dove c'è scolpito lo stemma dei Graffeo, opera del Laurana. Lungo il corso troviamo la Chiesa di S. Antonio Abate (XVII sec.) ed l'adiacente Palazzo del Monte di Pietà( XVII sec.). Poco più sopra l'imponente Torre Campanaria dell'ex Convento di S. Francesco costruito nel XVIII secolo e crollato a causa del terremoto del 1968, di cui la torre,recentemente restaurata, è l'unica cosa rimasta. Lungo il corso principale esistono molti altri monumenti, ma sono da ricordare i Palazzi(XVIII sec.) TODARO-MOLINARI e CALANDRA che sono stati splendidamente restaurati di recente. Sulla dorsale ad Est del Castello si trova la CHIESA DI S. ROCCO costruita intorno al XVI secolo, il cui interno è ricco di pregevoli stucchi, di quadri e di affreschi. In via Paleremo è sito IL CHIOSTRO DI S. BENEDETTO, uno dei luoghi più incantevoli e suggestivi da visitare. Dopo il sisma del 1968 una parte del paese, in continuità con il vecchio centro, è stato ricostruito in contrada Camarro, dove oltre alla bellissima Villa LENTINI sorge la moderna CHIESA di S. BIAGIO a forma circolare. Bisogna ricordare alcune sculture di arte contemporanea: la Porta della Vita, opera di G. Castiglia sita all'ingresso del paese in contrada Camarro; la Facciata della Caserma ed il Bifrontale per Rocco Chinnici, opere di P. Consagra che si trovano nel corso principale in Piazza Umberto. |