Altari di San Giuseppe

Comune di Partanna        


 

 

 

 


CENNI STORICI
Partanna è un centro della provincia di Trapani, sorge a 420 metri sul livello del mare in splendida posizione collinare dominante tutta la valle del Belice e del Modione( anticamente conosciuti con il nome di Hipsa e Selinus), fiumi che ne delimitano il territorio a Sud, ad est e ad Ovest. Confina con i territori di Castelvetrano, S. Ninfa, Ghibellina, Salaparuta e Poggioreale. La sua posizione collinare, il venticello fresco che spira quasi costantemente da Nord rendono il clima particolarmente piacevole e gradevole a chi vi soggiorna in periodo estivo. I vari studiosi che si sono interessati di questo territorio hanno discusso e dibattuto a lungo circa l'origine del nome, fra le varie tesi formulate sembra più vicina alla realtà quella che ritiene il nome "Partanna" di origine araba. Ciò è avvalorato da Al Muqaddasi che nell'anno 988 cita tra 29 città della Sicilia anche "Barthannah", antico Casale che sorgeva nel sito dell'odierna Partanna.




Questo territorio sia per il clima mite e salubre, sia per la ricchezza di acqua presenta tracce di presenza umana risalenti alla preistoria come si può evincere dal ritrovamento di tombe a grotticella e di tombe a camera. Intorno agli anni settanta in contrada "Stretto", a circa un chilometro dall'odierno centro, sono stati rinvenuti tre fossati di dimensione insolita, di essi il più imponente misura 40 metri di lunghezza, 2 metri di larghezza e 13 metri di profondità. Le dimensioni insolite rispetto ai fossati dell'epoca (Puglia e Sicilia) hanno fatto ritenere agli studiosi che questi fossati servissero anche per raccogliere l'acqua per irrigare i terreni sottostanti, segno evidente della presenza di una società molto sviluppata e ben organizzata in relazione agli insediamenti dell'epoca. All'età del bronzo risalgono i famosi vasi del tipo Partanna-Naro, che sono conservati all'interno del Museo Archeologico Regionale di Palermo. Uno dei più importanti reperti di questo periodo, molto indicativo dell'alto grado di sviluppo raggiunto da questa società di Contrada Stretto, è il "Cranio trapanato"; si tratta di un cranio che sembra avere subito un intervento chirurgico, che essendo ben riuscito, ha tenuto in vita l'uomo per lungo tempo. Il cranio è conservato nel Museo Archeologico di Partanna, sito nei locali di Villa Lentini e ricco di numerosi ed interessanti reperti provenienti dalle zone archeologiche del territorio partannase. Partanna, che lungo il corso dei secoli è stata abitata dai Sicani, dai Greci e dai Romani, cominciò a costituirsi come centro urbano nella zona ad Ovest, esattamente in contrada Fontana, poi cominciò ad espandersi verso Sud-Ovest e verso la collina, molto probabilmente in cerca di luoghi più difendibili e più sicuri. Con l'espansione dell'antico agglomerato sono nati lungo la dorsale della collina alcuni edifici religiosi, dei quali bisogna ricordare la Chiesa di S. Biagio e quella di S. Vito. Nell'anno 1139 il Casale venne dato in feudo dal re Normanno Ruggero II a Giovanni II Graffeo che venne insignito anche del titolo di Barone, successivamente nell'anno 1627 Guglielmo Grifeo Ventimiglia ricevette da Filippo IV di Spagna il titolo di Principe. I Graffeo (o Grifeo) seppero dare prosperità e sicurezza al luogo tanto che la popolazione aumentò velocemente superando tra il XVI e XVII secolo i 7000 abitanti. I Grifeo, che avevano circondato l'abitato con una cinta di mura, nel XIV secolo costruirono il Castello e la Matrice Vecchia che è stata costruita dove oggi si trovano i resti della Chiesa del Purgatorio; questi due edifici inglobarono le due torri che erano state edificate precedentemente per la sicurezza e la difesa della città sottostante. Da quel momento l'espansione del paese continuò verso Nord in direzione del monte seguendo la direttrice che dal Castello, attraverso la Piazza della costruenda maestosa Matrice Nuova, conduceva alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie eretta fuori le mura sul monte a Nord del Castello, esattamente lungo l'odierna via Vittorio Emanuele e le sue aree circostanti. La città continuò ad espandersi sempre verso il colle fino ai nostri giorni, che vedono la zona "Montagna" ricca di villini dove i partannesi usano trascorrere parte del periodo estivo e dove sorge il nuovo e moderno santuario della Madonna della Libera, costante meta di fedeli e di turisti.

ECONOMIA

Partanna è un centro di 11500 abitanti circa la cui economia si basa fondamentalmente sull'agricoltura ed in particolare sulla coltivazione della vite e dell'ulivo. Dai rigogliosi e ben curati vigneti si ricavano ottime qualità di uve, che in massima parte vengono ammassate nelle Cantine Sociali che producono e commercializzano eccellenti qualità di vino. Una parte della produzione, grazie all'alto grado alcolico del mosto, viene commercializzata per tagliare altri vini. Gli splendidi uliveti, regolati con la cosiddetta "pota verde", producono(ad anni alterni con un anno di carica ed uno di scarica) un'oliva con particolari caratteristiche che sono proprie della zona del Belice da cui prende il nome "Nocellara del Belice". La "Nocellara del Belice" viene raccolta a mano e grazie alle sue peculiari caratteristiche, che la rendono particolarmente appetitosa, viene sempre più ricercata e richiesta dai mercati nazionali ed esteri. Grandi quantitativi di olive vengono conservati in salamoia o dolcificati per essere venduti lungo il corso dell'anno; la maggior parte della produzione di olive viene destinata alla molitura ed alla produzione di un olio extravergine di oliva molto apprezzato dagli operatori del settore sia per le sue qualità organolettiche sia per il gusto ed il sapore. Non bisogna dimenticare l'allevamento di ovini e bovini che ha stimolato la nascita di alcuni caseifici che producono buoni formaggi, molto apprezzati dai consumatori(si ricordi la famosa "Vastedda"). In espansione sono le attività commerciali, artigianali ed industriali(alcune delle quali legate alla trasformazione dei prodotti agricoli ed alla lavorazione del latte) anche a causa dell'impulso che hanno ricevuto con la creazione da parte dell'Ente Comune della zona artigianale e commerciale di contrada "Magaggiari".

MONUMENTI

Coloro che da Castelvetrano si dirigono a Partanna lungo la strada provinciale incontrano, a circa sette chilometri, una strada interpoderale che conduce alla TORRE BIGGINI, una torre di origine medioevale, edificata in una zona che presenta tracce di insediamenti umani risalenti al II millennio a.c.. Nella zona della torre, in seguito all'effettuazione di alcuni scavi, sono state portate alla luce alcune tombe, dove sono stati trovati originali esemplari di BICCHIERI CAMPANIFORMI. All'interno dell'antico recinto si trova una grande vasca che i Selinuntini avevano costruito per approvvigionare l'antica Selinunte di acqua potabile. Arrivati a Partanna, salendo verso il centro lungo la via Selinunte s'incontrano i RUDERI DELLA CHIESA DEL PURGATORIO. Salendo ancora per un centinaio di metri si viene colpiti dalla vista della facciata principale del CASTELLO, costruito nella prima parte del secolo XIV sul sito dell'antica torre. Il castello, che è ben conservato, presenta una ricca merlatura del tipo guelfo. Del castello sono da ammirare: la facciata ad ovest che presenta due torri poste in posizione simmetrica e collegate tra loro da una cortina da cui si può accedere ad una pregevole torretta strombata sovrastante il magnifico portone principale, dalla cortina s'innalza l'antico ed alto torrione principale; la facciata ad est che attraverso il portale bugnato, realizzato dall'architetto Carlo D'Aprile, immette nell'ampio cortile da cui si può accedere alla sala delle armi dove si conserva un ottimo affresco; il ricco giardino a terrazze degradanti; le cantine. Poco o nulla rimane delle sculture che adornavano il castello e che erano opere di insigni scultori, di cui sono da ricordare il Laurana( della cui opera rimane solo lo stemma dei Graffeo, posto sull'ingresso della sala delle armi) ed il Di Marzo che aveva adornato il giardino con dodici statue. Continuando a salire lungo la via Vitt. Emanuele si incontra la MATRICE NUOVA, grandiosa chiesa costruita tra il 1500 ed il 1676, anno della sua consacrazione. E' stata recentemente restaurata e, parzialmente, ricostruita dopo i danni provocati dal sisma del 1968. Presenta un'ampia facciata ai cui lati s'innalzano due eleganti campanili in posizione simmetrica. L'interno presenta tre navate delimitate da monumentali colonne sormontate da archi a tutto sesto. Insigni artisti prestarono la loro opera al suo interno realizzando opere di grande pregio: La Cappella del SS: Sacramento, opera di Vincenzo Messina; il monumentale organo, opera di Paolo Amato; il Coro Ligneo, opera di Rotta e Mangiapane; la Cappella di S. Vito, opera di Giuseppe e Giacomo Serpotta; l'Acquasantiera dove c'è scolpito lo stemma dei Graffeo, opera del Laurana. Lungo il corso troviamo la Chiesa di S. Antonio Abate (XVII sec.) ed l'adiacente Palazzo del Monte di Pietà( XVII sec.). Poco più sopra l'imponente Torre Campanaria dell'ex Convento di S. Francesco costruito nel XVIII secolo e crollato a causa del terremoto del 1968, di cui la torre,recentemente restaurata, è l'unica cosa rimasta. Lungo il corso principale esistono molti altri monumenti, ma sono da ricordare i Palazzi(XVIII sec.) TODARO-MOLINARI e CALANDRA che sono stati splendidamente restaurati di recente. Sulla dorsale ad Est del Castello si trova la CHIESA DI S. ROCCO costruita intorno al XVI secolo, il cui interno è ricco di pregevoli stucchi, di quadri e di affreschi. In via Paleremo è sito IL CHIOSTRO DI S. BENEDETTO, uno dei luoghi più incantevoli e suggestivi da visitare. Dopo il sisma del 1968 una parte del paese, in continuità con il vecchio centro, è stato ricostruito in contrada Camarro, dove oltre alla bellissima Villa LENTINI sorge la moderna CHIESA di S. BIAGIO a forma circolare. Bisogna ricordare alcune sculture di arte contemporanea: la Porta della Vita, opera di G. Castiglia sita all'ingresso del paese in contrada Camarro; la Facciata della Caserma ed il Bifrontale per Rocco Chinnici, opere di P. Consagra che si trovano nel corso principale in Piazza Umberto.

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