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CENNI STORICI (*)
La stazione archeologica di Selinunte è forse la più importante di tutto il Mediterraneo. Per una strada di 13 chilometri, attraverso aranceti e uliveti, si scende dalla collina castelvetranese fino al mare. Qui, sulla costa che ha
l'Africa di fronte, sorge l'antica polis. Fondata dai Dori verso la metà del sec.
VII a.C., fu chiamata come il fiume che la lambiva ad ovest, l'attuale Modione. Selinus, la città "ricca di selinon" (pianta che venne riprodotta sullo stemma delle sue monete), nei primi 242 anni della sua esistenza mise insieme un territorio esteso circa 1200 Km e, traendo le sue fortune dai commerci marittimi, dall'agricoltura e dall'allevamento dei cavalli, raggiunse la sua maggiore ricchezza dopo il 580 a.C. Intanto, entrata in conflitto con Segesta, che nell' espansione selinuntina vedeva una grave minaccia per la propria sopravvivenza, combat- tè quattro guerre che finirono col coinvolgere Atene e Cartagine. Proprio l'intervento di quest'ultima, nel 409 a.C., provocò la distruzione della città. Ricostruita dal siracusano Ermocrate, ma ridotta alla sola acropoli, passò nelle mani dei Cartaginesi, che la smantellarono prima di ritirarsi davanti alle armate romane, nel corso della I guerra punica. Spopolata durante l'età romana, certamente abitata in epoca bizantina, durante la quale probabilmente un cataclisma fece crollare i templi, la città finì poi con l'essere guadagnata dalle macchie e la zona fu denominata Casale degli idoli o Terra di Polluce. Si perdette così ogni memoria di Selinunte, fin quando, nel '500, Fazello riscoprì l'antica poliso Che solo dall'800 in poi divenne meta di scavi e indagini sistematici. Oggi, il racconto delle vicende storiche della splendida Selinus è più nelle sue stesse rovine che nelle fonti. I resti testimoniano il trionfo del dorico nell'architettura sacra dai primi altari all'aperto, al megaron, al tempio canonico. E il parco archeologico sorto a proteggere la vasta estensione di reperti sottolinea l'importanza e il ruolo insostituibile di Selinunte nella storia e nell'archeologia del
mondo antico.
Il turista visiterà:
1) la collina orientale, con tre templi: E (di Hera), ricostruito nel 195O, F (di Athena),
G (dì Zeus), il più colossale, rimasto incompleto;
2) la collina dell' Acropoli, ad ovest della precedente: cinta da mura di fortificazioni, con sistema viario ortogonale e con i templi O, A e C (con 14 colonne rialzate). Quindi il megaron, l'edificio più antico dell'acropoli e i templi B, D e degli acroteri a spirale, detto delle piccole metope (il primo vero tempio dell'acropoli);
3) collina di Manuzza, a nord dell'acropoli, dove sorgeva la città vera e propria, tuttora quasi sepolta;
4) l'area sacra, oltre il Modione, destinata a santuario dedicato alla dea Malophoros.
(*) Da: " Castelvetrano " a cura dell'Azienda Provinciale Turismo di Trapani
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